Baku · Gobustan · Absheron · Sheki · Sighnaghi · Kakabeti · Tbilisi · Mtskheta · Gergeti · David Gareja
Azerbaigian e Georgia – Il ponte tra Oriente e Occidente
Nove giorni per scoprire due Paesi del Caucaso: Baku e Sheki, i vigneti di Kakheti, Tbilisi, Mtskheta, le montagne di Gergeti e i monasteri di David Gareja. Programma con guida di lingua italiana. Richiedi al nostro team una proposta riservata alla tua agenzia.
Arrivo all'aeroporto di Baku. Trasferimento facoltativo in hotel e pernottamento in città.
Il tour inizia alle 09:15.
Dopo la colazione, escursione a Gobustan per visitare il museo e l'area archeologica dei petroglifi. Il paesaggio dell’arte rupestre di Gobustan, patrimonio mondiale UNESCO, conserva migliaia di incisioni sui massi di un altopiano semidesertico. Cacciatori, animali selvatici, imbarcazioni e gruppi di danzatori raccontano la vita, gli spostamenti e le credenze delle comunità del passato. Il museo spiega queste immagini attraverso gli insediamenti preistorici e i cambiamenti dell’ambiente, aiutando a leggere le piccole figure sulla pietra.
Proseguimento verso i vulcani di fango. I vulcani di fango nascono dalla risalita di gas attraverso acqua e sedimenti sotterranei. Le bolle rompono la superficie grigia e piccoli coni si accumulano attorno alle bocche, creando un paesaggio spoglio, modellato dal fango anziché dalla lava. L’Azerbaigian ne possiede una concentrazione eccezionale. Sono un’attrazione naturale distinta dal sito UNESCO dell’arte rupestre di Gobustan.
Rientro a Baku, pranzo e visita alla moschea Bibi-Heybat. Bibi-Heybat è una moschea di pellegrinaggio all’ingresso meridionale di Baku, verso la costa del Caspio. Il complesso attuale ricostruisce un santuario storico distrutto in epoca sovietica. Cupole, minareti e interni decorati ne fanno un riferimento del patrimonio islamico cittadino. È tuttora un luogo di culto, con visita regolata dalle norme di accesso e preghiera.
Passeggiata nella Città Vecchia di Icherisheher, con le sue moschee storiche, il Palazzo degli Shirvanshah, l'esterno della Torre della Vergine, le rovine della chiesa di San Bartolomeo e l'antico hammam. Icherisheher è la città fortificata di Baku, ancora abitata e riconosciuta dall’UNESCO insieme al Palazzo degli Shirvanshah e alla Torre della Vergine. I vicoli collegano moschee, caravanserragli e bagni che servivano la città mercantile medievale. Il complesso del palazzo quattrocentesco fu la residenza dei sovrani di Shirvan; la torre cilindrica, dalle spesse mura in pietra, è uno dei monumenti più antichi della città. Queste architetture raccontano Baku prima delle trasformazioni legate al petrolio.
Pernottamento a Baku.
Colazione e visita al belvedere di Baku, con vista sulla baia del Caspio. Escursione nella penisola di Absheron per visitare il Tempio del Fuoco di Ateshgah, a Surakhani, e Yanar Dag, la Montagna Ardente. Il recinto in pietra di Ateshgah racchiude un altare centrale del fuoco e le piccole celle un tempo utilizzate dai pellegrini. Iscrizioni e cortile ricordano i mercanti induisti e sikh giunti ad Absheron, accanto alle più antiche tradizioni locali legate al culto del fuoco. Il complesso conservato risale soprattutto ai secoli XVII e XVIII, quando i commerci collegavano Baku al subcontinente indiano. A Yanar Dag, il gas naturale che affiora dal pendio alimenta una linea di fiamme alla base della roccia. Il fuoco proviene dal terreno, non da un’eruzione vulcanica: è una spiegazione concreta del nome “Terra del Fuoco”. Il basso rilievo e la roccia esposta permettono di distinguere questo fenomeno naturale dall’altare di Ateshgah.
Rientrando a Baku, visita al Centro Culturale Heydar Aliyev (visita esterna), progettato da Zaha Hadid, e allo Yashil Bazaar, noto per i prodotti freschi, le spezie e le specialità locali. Il Centro Heydar Aliyev di Zaha Hadid si riconosce dalle curve bianche continue: la superficie si solleva dalla piazza e si piega fino a diventare copertura, evitando le linee rette di una facciata convenzionale. Osservandolo dall’esterno, le diverse angolazioni mostrano il rapporto fra edificio e spazio verde. La tappa riguarda l’esterno, senza prevedere l’ingresso alle esposizioni. Le bancarelle dello Yashil Bazaar espongono frutta di stagione, erbe aromatiche, noci, frutta secca e spezie profumate. Melograni, tè e conserve sono fra i prodotti legati alla cucina azera. Il mercato mostra come i raccolti delle diverse regioni arrivino a Baku e permette di osservare gli acquisti quotidiani, fra ceste di frutta, sottaceti e specialità locali.
Pranzo incluso e pernottamento a Baku.
Colazione e partenza per Sheki. Lungo il percorso, visita al mausoleo di Diri Baba, a Maraza, e alla moschea Juma di Shamakhi. Costruito nel 1402, Diri Baba è un mausoleo a due piani addossato alla parete rocciosa. La facciata compatta in pietra, gli archi e la sala a cupola appartengono alla tradizione architettonica Shirvan–Absheron. La posizione insolita fa sembrare l’edificio parte della montagna; le leggende locali ne raccontano la lunga storia come luogo di pellegrinaggio. La moschea Juma di Shamakhi ha origini nell’VIII secolo ed è fra i primi monumenti islamici del paese. Terremoti e ricostruzioni ne hanno segnato la storia: la struttura attuale combina architettura restaurata e un luogo di culto molto più antico. Le ampie sale di preghiera e le cupole raccontano il patrimonio religioso dell’antica capitale di Shirvan.
Pranzo durante il viaggio. Visita alla chiesa di Kish e al centro storico di Sheki, legato alla Via della Seta e alle tradizioni artigianali della regione. La chiesa in pietra di Kish sorge in un villaggio ai piedi delle montagne boscose vicino a Sheki. La sagoma a cupola e l’interno raccolto introducono il patrimonio cristiano legato all’antica Albania caucasica, regno storico distinto dall’Albania odierna. L’allestimento museale racconta le diverse fasi dell’edificio e i reperti archeologici dell’area.
Visita al Palazzo dei Khan di Sheki, noto per le vetrate colorate e i dipinti murali. Il centro storico di Sheki e il Palazzo del Khan sono patrimonio mondiale UNESCO, legato alla Via della Seta, alla produzione serica e ai commerci. Case mercantili e caravanserragli ricordano questo passato. Nel palazzo settecentesco, motivi floreali e scene di caccia decorano le pareti; le finestre shebeke uniscono piccoli vetri colorati e legno incastrato senza chiodi né colla. La luce proietta le geometrie nelle sale, mostrando la precisione degli artigiani locali.
Pernottamento a Sheki.
Dopo la colazione, partenza per la frontiera di Lagodekhi. Dopo le formalità di confine, cambio di guida e veicolo per proseguire il viaggio in Georgia. Pranzo e visita a Sighnaghi, con i suoi balconi tradizionali, le mura e la vista sulla valle di Alazani. Mura e torri difensive di Sighnaghi racchiudono strade di piccole case con balconi in legno intagliato. Costruita su una collina del Kakheti, la cittadina guarda verso la valle di Alazani e il Grande Caucaso. La posizione spiega il legame fra l’abitato fortificato, i vigneti e i villaggi agricoli della valle.
Nel pomeriggio, visita alla cantina familiare Velino, a Kakabeti, e degustazione di vini prodotti in recipienti di terracotta qvevri. I qvevri sono grandi recipienti di argilla interrati per la fermentazione e conservazione del vino. Il metodo tradizionale mantiene spesso il mosto a contatto con bucce e vinaccioli, contribuendo a colori e consistenze caratteristici. Il sapere si trasmette nelle famiglie e nelle cantine di villaggio; l’UNESCO riconosce il metodo come patrimonio immateriale, non ogni singola cantina come sito mondiale.
Arrivo e pernottamento a Tbilisi. Le modalità di attraversamento della frontiera saranno riconfermate prima del viaggio.
Colazione e visita di Tbilisi: chiesa di Metekhi, strade della Città Vecchia, sinagoga, cattedrale di Sioni, basilica di Anchiskhati e fortezza di Narikala. La città vecchia di Tbilisi si sviluppa lungo il fiume Mtkvari, sotto la collina di Narikala. Balconi in legno si affacciano sui vicoli; chiese, sinagoga e quartiere dei bagni ricordano le comunità che hanno formato la città. Metekhi domina il fiume dalla roccia, mentre la piccola basilica Anchiskhati si distingue dalla più grande cattedrale Sioni. Il percorso racconta la capitale attraverso quartieri e architetture religiose diverse.
Tempo libero per il pranzo. Proseguimento per Mtskheta per visitare il monastero di Jvari e la cattedrale di Svetitskhoveli. Mtskheta fu la capitale dell’antico regno di Iberia ed è tuttora un centro del cristianesimo georgiano. La chiesa di Jvari, del VI secolo, domina la confluenza di Aragvi e Mtkvari; la pianta a croce contribuì a definire l’architettura religiosa georgiana. In città, la cattedrale Svetitskhoveli dell’XI secolo è legata alla tradizione della tunica di Cristo e alle sepolture dei sovrani. Entrambi i monumenti appartengono al patrimonio mondiale UNESCO di Mtskheta.
Rientro a Tbilisi, cena in un ristorante tradizionale e pernottamento.
Dopo la colazione, partenza per le montagne del Grande Caucaso. Sosta per ammirare il bacino di Zhinvali e visita alla fortezza di Ananuri. Ananuri è un complesso fortificato che domina il bacino di Zhinvali lungo la Strada Militare Georgiana. Torri e mura racchiudono chiese dalle facciate scolpite con croci, viti e figure di animali. Roccaforte dei signori dell’Aragvi, mostra come un centro religioso e una residenza difensiva potessero condividere lo stesso spazio protetto.
Proseguimento verso il belvedere di Gudauri e Stepantsminda. Salita in fuoristrada alla chiesa della Trinità di Gergeti; condizioni meteorologiche permettendo, vista sul Monte Kazbegi. La chiesa della Trinità di Gergeti è un edificio in pietra del XIV secolo sopra Stepantsminda, fra le vette del Caucaso. Campanile separato e chiesa a cupola sorgono su una cresta aperta, dove il paesaggio è caratteristico quanto la pietra scolpita. Nelle giornate limpide si vede il monte Kazbek; panorama e accesso dipendono dalle condizioni meteo.
Pranzo in un ristorante tradizionale. Rientro a Tbilisi, cena libera e pernottamento.
Colazione e partenza per la regione di Kakheti. Visita al complesso monastico di David Gareja e al monastero di Lavra, con chiese, cappelle e celle scavate nella roccia. La tradizione monastica di David Gareja iniziò nel VI secolo sulle aride colline sudorientali della Georgia. Alla Lavra, celle e cappelle scavate nell’arenaria mostrano come i monaci adattarono la roccia alla preghiera e alla vita quotidiana. Le pareti chiare e la vegetazione rada spiegano l’isolamento dell’insediamento religioso.
Pranzo in un ristorante locale. Nel pomeriggio, visita alla cantina familiare Velino, a Kakabeti, per una degustazione di vini prodotti in qvevri. I qvevri sono grandi recipienti di argilla interrati per la fermentazione e conservazione del vino. Il metodo tradizionale mantiene spesso il mosto a contatto con bucce e vinaccioli, contribuendo a colori e consistenze caratteristici. Il sapere si trasmette nelle famiglie e nelle cantine di villaggio; l’UNESCO riconosce il metodo come patrimonio immateriale, non ogni singola cantina come sito mondiale.
Rientro a Tbilisi, cena libera e pernottamento.
Trasferimento facoltativo all'aeroporto di Tbilisi e partenza con il volo di rientro, secondo l'orario previsto.
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VATRAVEL · Intero viaggio
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